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Utente: clictoclip
Nome: Antonio Merciai
Nato in settembre a Napoli, ha sviluppato il senso della composizione figurativa nel campo della pubblicità e del ritratto nella sua città oltre che a Vienna, Wetzlar e Berlino. Opera da professionista dell'immagine dal 1977 e dal 1984 la produzione televisiva diventa un ulteriore strumento di espressione della sua creatività. Free-lance da sempre, ha affinato la sua esperienza con reportage dalla Russia dove ha collaborato con le redazioni televisive delle principali emittenti russe ed ucraine. Amante della buona cucina e, naturalmente, del proprio lavoro. Il progetto "Napoli, donna e…femmina" nasce nel 1985 dalla consapevolezza e dalla convinzione che Napoli è città, pur con i suoi enormi problemi, riconducibili ai ricordi storici e sociali e che sembrano trasparire dal grigiore di parte dei suoi monumenti o edifici del passato. "Napoli, donna e…femmina" ha la necessità di comunicare e fare arte in una metropoli che ha bisogno di esprimersi culturalmente, con la certezza che anche in questo campo possa imporsi o, perlomeno, essere presente. Perché "Napoli, donna e…femmina"? La sirena Partenope diede il nome alla città e da sempre Napoli è donna ed è femmina. Donna nel suo modo di porsi, di farsi bella, femmina nell'ammaliarti e nel suo modo di tradire. Starle vicino è come stare accanto a una donna, accanto a una femmina, un rapporto tormentato e possessivo, ma vale la pena essere preso dalla tormenta e accettarne la possessività per entrare in lei e farne uscire il calore, il colore e la forza che si nascondono nell'apparente scuro, freddo, sopito vulcano. Alevtina Samojlenco

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giovedì, 28 dicembre 2006

Giro di vite contro i prepotenti in auto, ora rischiano il carcere
Roma, 27 dic . (Adnkronos/Ign) - Giro di vite nei confronti di chi usa prepotenza alla guida dell'auto. La Corte di Cassazione ha infatti stabilito che tagliare la strada costituisce una vera e propria violenza privata punibile perfino con la reclusione. In questo modo la quinta Sezione penale (sentenza 42276) ha reso definitiva la condanna a 15 giorni di reclusione per il reato di violenza privata a Sandro T., un 46enne di Udine che in autostrada si era messo a fare l'arrogante alla guida della sua Porsche, tagliando la strada a un altro conducente, Maurizio B., costretto a brusche frenate. Secondo la Suprema Corte, che ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'automobilista udinese, configura violenza privata ''la condotta del conducente di autoveicolo, il quale compia deliberatamente manovre insidiose al fine di interferire con la condotta di guida di altro utente della strada, realizzando così una privazione della libertà di determinazione e di azione della persona offesa''. Sandro T. è stato inoltre condannato a una multa di 300 euro per ingiuria per aver fatto anche un gestaccio con il dito medio della mano all'altro automobilista. Già la Corte d'Appello di Trieste, nel novembre 2005, aveva condannato a 15 giorni di reclusione per violenza privata e alla multa per ingiuria il conducente della Porsche perché, in autostrada, mentre Maurizio B. ''stava compiendo manovra di sorpasso sopraggiungeva la Porsche che lampeggiava per ottenere strada''. ''Rientrava a destra - si legge ancora nella sentenza - e la Porsche lo superava e rientrava anch'essa bruscamente, tagliandogli la strada e frenando repentinamente, così da costringerlo a frenata di emergenza per evitare il tamponamento''. La Porsche proseguiva quindi ''alla modesta velocità di 50-60 chilometri orari e l'altro automobilista decideva di sorpassarla ma iniziata la manovra, la Porsche riaccelerava e si riportava sulla corsia di sorpasso, tagliandogli di nuovo la strada e costringendolo ancora a brusca frenata e al rientro a destra''. A quel punto l'altro automobilista suonava il clacson e a questo punto il guidatore della Porsche alzava il dito medio, cominciando a zigzagare in tutte le corsie per parecchi chilometri. Un caso di prepotenza automobilistica finito davanti alla magistratura che ha deciso di usare mano pesante per scoraggiare questi comportamenti. E oggi la conferma da parte della Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'automobilista prepotente condannato pure al pagamento di 500 euro alla cassa delle ammende.”

SI POTRA’ MAI APPLICARE A BUONA PARTE DEGLI AUTOMOBILISTI NAPOLETANI?

postato da: clictoclip alle ore 10:38 | link | commenti
categorie: strafottenza
sabato, 11 novembre 2006

Rientro a casa e la grossa auto del preside dell’istituto Caio Sempronio sosta strafottente nell’area condominiale assegnata alla mia piccola utilitaria. Parcheggio nel luogo destinato alle auto degli ospiti e arrampicandomi sul macchinone lascio sul parabrezza un cartello con su scritto: “Una delle peculiarità del parco è la libera iniziativa incurante del prossimo…quel che conta è il proprio comodo senza chiedersi: “Darò fastidio a qualcuno?” Ora mi domando: “Cosa avrebbe fatto lei se, dopo una piacevole giornata a zonzo o una lunga ed estenuante giornata di sano ed onesto lavoro, avesse trovato il SUO POSTO AUTO, assegnatole dal condominio, occupato da un'altra auto? Nel ringraziarla per la cortese attenzione, voglia essere più rispettoso nei confronti degli altri.” Quanti studenti irrispettosi o strafottenti avrà sospeso oggi il nostro signor preside? Sarebbe proprio il caso di dirla con Giovenale: quis custodiet ipsos custodes? chi sorveglierà i sorveglianti?

postato da: clictoclip alle ore 13:12 | link | commenti (2)
categorie: strafottenza
sabato, 04 novembre 2006

Scusate la presunzione ma da oggi inizio una nuova rubrica: Straffotenza, certezza dell’impunità, cortesie e piccole clientele, piccole tangentopoli. Saranno mini storie, episodi di ordinaria indolenza metropolitana che preludono fatti più seri e drammatici di cui poi non dobbiamo meravigliarci né tanto meno sorprenderci. Solo eliminando le piccole tangentopoli quotidiane dalle nostre abitudini, forse potremo iniziare a vivere nel mondo civile e della buona convivenza sociale. Ieri sono andato a ritirare il mio abbonamento annuale ai trasporti pubblici. L’ufficio preposto apre alle 08:30. Intorno alle 08:25 siamo in quattro:io, un giovane e una coppia di pensionati. Puntuale l’addetto scende la scalinata che porta alla grande vetrata d’ingresso, infila la chiave nella toppa del cancello blu dell’entrata e ci avviamo all’ingresso degli uffici. Io e la coppia di pensionati ci ritroviamo davanti all’ufficio abbonamenti dell’azienda trasporti e con nostra grande meraviglia notiamo la presenza di una persona già in attesa e, cosa ancora più sorprendente, di un’altra già all’interno che sta ultimando le sue pratiche. Con dubbio amletico ci chiediamo avranno dormito sulle panche della municipalità o saranno entrati inosservati dall’ingresso riservato agli impiegati? Mentre altre ipotesi del tipo saranno amici dell’impiegata, del custode, etc. fanno il loro ingresso, si avvicina un tutore dell’ordine cittadino a cui rivolgo la testuale domanda: “Buongiorno, chiedo scusa l’ufficio è aperto al pubblico dalle ore 08:30 e siamo entrati tutti dopo che il custode ce l’ha permesso avendo lui stesso concesso ai cancelli di dischiudersi, mi potrebbe spiegare l’arcano della presenza di queste due persone all’interno dell’edificio ancor prima dell’orario consentito?” Risposta: “Si faccia dare spiegazioni all’arcano dalla responsabile nella stanza…o vulit sape a me ca mo mo so vnuto”. Alla prossima.

postato da: clictoclip alle ore 13:04 | link | commenti
categorie: strafottenza